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L’illuminazione nella vita quotidiana: il sentiero per superare la sofferenza

Ringu Tulku Rinpoche è un Lama di alto lignaggio e un Maestro buddhista tibetano della scuola Kagyu.

Ha ricevuto la sua istruzione presso tutte le scuole del buddhismo tibetano sotto la guida di molti grandi Maestri come SS il XVI° Gyalwa Karmapa e SS Dilgo Khyentse Rinpoche.
Rinpoche possiede una eccellente padronanza della lingua inglese ed è in grado di trasmettere gli insegnamenti più complessi e profondi in un modo straordinariamente accessibile, intriso del suo caratteristico calore e senso dell’umorismo. Il suo modo di comunicare permette di integrare nella vita quotidiana anche gli insegnamenti buddhisti più elevati.

Ha fondato Bodhicharya, un’organizzazione internazionale che coordina le attività mondiali per preservare e trasmettere gli insegnamenti buddhisti, promuovendo dialoghi interculturali e progetti educativi e sociali.

Potete trovare ulteriori informazioni e insegnamenti sul sito www.bodhicharya.org.

Dove

Torino – Scuola Holden, Piazza Borgo Dora, 49

Quando

7 ottobre
dalle 9,30 alle 12,30
dalle 15,30 alle 18

8 ottobre
dalle 9,30 alle 12,30

Quota di partecipazione

100 € (per soci 2023 Rigpa)
120 € (comprensivo della quota associativa per il 2023)

Info e Registrazione

entro il 30 settembre 2023
www.rigpa.it
info@rigpa.it
tel: 347 614 5728 Anna
tel: 348 264 3628 Elisabetta

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Riposare nel grembo della grande Madre

Presso Graglia Santuario dal 13 al 15 ottobre 2023, Lama Tsultrim Allione

Il Fondamento dell’Essere che non ha centro né margine, al di là del tempo nel quarto tempo, vasta distesa vuota eppure gravida di tutti i fenomeni, è chiamato il grembo della Grande Madre.

Femminile in quanto è puro potenziale, al di là del genere nella realtà di chi è. Conosciuta come Prajnaparamita, Yumchenmo o Samatabhadri.

In questo ritiro esperienziale esploreremo il riposo senza sforzo nella sua vastità, con meditazioni guidate e dialoghi. Il ritiro si baserà sugli insegnamenti antichi del sacro femminile della tradizione buddista tibetana.

Sul tema del ricongiungersi e radicarsi nella nostra natura più profonda, dal 13 al 15 ottobre presso il Santuario di Graglia, segnaliamo il ritiro: “RIPOSARE NEL GREMBO DELLA GRANDE MADRE” condotto dalla Ven.Lama Tsultrim Allione ed organizzato da Progetto PienEssere APS.

L’evento che in presenza ha esaurito i posti a sedere, sarà comunque accessibile in diretta on-line registrandosi presso l’organizzazione al seguente LINK.

Ven.Lama Tsultrim Allione sarà ospite presso il Monastero Samten Ling il pomeriggio di domenica 15 ottobre in chiusura del ritiro.

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Intervista al ven. Lama Paljin Tulku Rinpoche

Quale è lo stato di salute del Buddhismo in Italia oggi e quali sfide lo attendono nell’immediato futuro?

Una intervista condotta da Stefano Bettera, Vicepresidente UBI, al Ven.Lama Paljin Tulku Rinpoce, guida spirituale del Mandala Samten Ling.

IL PRINCIPALE DONO CHE IL BUDDHISMO PUÒ OFFRIRE ALL’UOMO MODERNO È, OGGI COME IERI, IL SENTIERO DELLA SAGGEZZA

Lama Paljin Tulku Rinpoce

SONO CONVINTO CHE UNA IMPORTANTE TRASFORMAZIONE DEL BUDDHISMO, E DI TUTTE LE RELIGIONI, CONSISTA NELL’ASSISTERE LA COLLETTIVITÀ IN TERMINI DI FATTIVA SOLIDARIETÀ

LAMA PALJIN TULKU RINPOCE

SE CIASCUNO DI NOI SAPESSE AFFRONTARE OGNI ASPETTO DELLA VITA NELLA PROSPETTIVA DELLE QUATTRO NOBILI REALTÀ E DELL’OTTUPLICE SENTIERO, SAREBBE UN GRANDE BENEFICIO PER TUTTO IL PIANETA

LAMA PALJIN TULKU RINPOCE

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Iniziazione di Vajrasattva

Domenica 26 Marzo Sua Eminenza Drubpon Tsering Rinpoche, rappresentante per tutti i centri buddhisti europei della antica tradizione tibetana Drikung Kagyu, è stato accolto in visita presso il monastero Samten Ling di Graglia Santuario. Numerosi praticanti provenienti da ogni parte d’Italia si sono riuniti per rendere omaggio a questo Importante Maestro il quale ha conferito una iniziazione che consente la meditazione utile a migliorare la qualità dei nostri pensieri e delle nostre azioni quotidiane. Questo semplice metodo verrà trasmesso nei prossimi mesi a coloro che soffrono di stress, indecisione, depressione o condizioni emotive perturbanti nel corso di seminari aperti a tutti, dedicati alle tecniche di scioglimento delle contaminazioni che avvelenano la mente: desiderio e attaccamento, avversione e rabbia, confusione e visioni errate.

Un ringraziamento di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento, con il loro contributo, la loro partecipazione o anche semplicemente con il loro pensiero.

Iniziazione di Vajrasattva, 26 marzo 2023 – Monastero Samten Ling – Graglia

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Mandiamo luce e compassionevole energia

Terremoto in Turchia e guerra in Ucraina

Quando la furia degli elementi aggiunge la sua forza distruttrice alla stoltezza umana che genera guerre, l’unica via per superare il senso di impotenza che proviamo di fronte a tali tragedie è quella del raccoglimento e della preghiera.

Il venerabile LamaPaljin Tulku Rinpoce invita tutti a unirsi mentalmente o in presenza alla cerimonia che si terrà domenica 12 febbraio alle ore 10:30 presso il monastero Mandala-Samtenling di Graglia Santuario per mandare luce alle vittime del terremoto che ha colpito Turchia e Siria e ai caduti nella lotta tra Russia e Ucraina, e sostenere con una energia pura e compassionevole coloro che stanno soffrendo nei territori devastati da quei drammatici eventi.

Riferimento all’evento in presenza presso il Monastero Samten Ling

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Preghiera H.E. Garchen Rinpoche

Sua Eminenza il prezioso Maestro Venerabile Garchen Rinpoche ha compassionevolmente realizzato una “PREGHIERA PER LA PACE NEL MONDO” che in questi momenti di smarrimento e di dolore si rivela più che mai opportuna e necessaria.

Invito i miei discepoli, gli associati dei nostri centri, i simpatizzanti e tutti coloro che sono sensibili alle sorti della grande famiglia umana a collegarsi spiritualmente lunedì 15 agosto 2022 alle ore 21:00 in una recitazione che veda uniti i nostri cuori e le nostre menti.

Chi può, accenda un lumino e ripeta tre volte la preghiera.

Al termine faccia la seguente dedica:
“Possa l’energia di questa pratica dare copiosi frutti e possano questi frutti andare a beneficio di tutti gli esseri e del pianeta che ci ospita“.

Sarà cosa buona inserire la PREGHIERA PER LA PACE NEL MONDO nelle nostre pratiche quotidiane creando una rete di forze positive affinché la luce della saggezza trionfi sulle avversità e sui veleni che oscurano il fulgore dell’amore e della fratellanza fra i popoli.

LAMA PALJIN TULKU RINPOCE

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Buddhismo magazine – N.4 – Dicembre 2022

Toccare la terra è testimonianza. Forse il gesto più simbolico della tradizione buddhista che, non a caso, avviene nel momento del risve- glio, dove si attua la relazione con la totalità e l’infinito.

Toccare la terra è anche un atto di profonda guarigione, che implica la presa in carico della responsabilità della relazione con questa totalità che include ogni elemento della sfera spirituale ma anche di quella materiale. La terra è un corpo, ma non un corpo che ci appartiene, bensì una condizione di cui siamo parte e con la quale condividiamo un destino, una fragilità. Il gesto del contatto ci dice, infatti, che non c’è separazione tra l’io e il mondo ma un legame di interdipendenza che ci richiama, senza deroga, alla cura. La cura che inizia a brillare dal momento di quel gesto così semplice e così trasformativo, tota- lizzante come un momento senza ritorno nel fluire del tempo. Proprio quella cura è un modo di camminare dentro il cuore del mondo stesso che ci lascia una sola possibilità: ci appella a un impegno irrevocabile, all’imperativo etico che ci chiama a collaborare con la terra perché entrambi, noi e lei, possiamo rigenerarci, ricomporci, tornare uno.

Toccare la terra per prenderci cura del mondo è riconoscere un’unità di fondo, una relazione profonda che la ferita creata dalla distanza illusoria tra natura e cultura ci ha fatto percepire come perduta, come altro da noi. Ci ha fatto dimenticare la sua voce, la sua poesia. Nelle radici che sprofondano nella terra sta il segreto di un lignaggio che dal momento del risveglio ci lega allo stesso destino, alla stessa necessità, quella di guardare alla vita da una prospettiva diversa, la necessità di coltivare giorno per giorno la nostra pratica di accoglienza e accu- dimento. Il chiamare la terra a testimone è il risveglio di una coscienza che avviene in un istante che appartiene all’assoluto ma che testimonia la vicinanza, l’incontro con il corpo di un mondo ferito che ci parla, ci chiama, ci appella. Un mondo che siamo noi.

Stefano Bettera

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Buddhismo Magazine – N.1 – Marzo 2023

Sostenibilità e diritti non sono dogmi né oggetti di fede, poiché nulla è dogma nel Buddhismo, ma tutto è scelta consapevole.
La sostenibilità non è la semplice affermazione formale di un principio, ma è un orizzonte, una scelta, un’opportunità, un impegno di cura.

Sostenibilità e diritti vanno visti nella prospettiva di un insegnamento nella cui ispirazione si approfondisce un modo di stare nel mondo che non risponde alla tendenza del momento, figlia dello smarrimento postmodernista, ma a una prospettiva senza tempo che si traduce in un’ortoprassi che opera per ridurre la fragilità e la ferita causata, oggi ancora di più, da un paradigma sociale insostenibile.
In questa luce va inserita la visione peculiare di un nostro percorso ecologico, che trova linfa in un voto che si compie per salvare ogni forma vivente senza sostituirla con una vita artificiale. La prospettiva è dunque etica e politica, conseguenza di una chiamata al risveglio. Scegliere la sostenibilità non significa solo affermare una generica e formale difesa dei diritti, ma scendere nel concreto. Significa mettere le mani nella terra e tutelarne la forza, le tradizioni. Significa entrare in un dialogo senza ritorno con la condizione di impermanenza che caratterizza ogni vita e interrogarsi su quale sia il confine di uno scientismo ipertecnicista che ambisce invece all’immortalità.

Questa sostenibilità dell’umano e del pianeta richiede di certo una trasformazione
degli atti. Ma, prima ancora, delle intenzioni, dello sguardo sulla realtà e delle parole che usiamo per rendere vivo quel dialogo.

Con l’attenzione al pericolo e alla violenza che ogni visione estrema che dimentica l’uomo e la natura può comportare. Il nostro è un sentiero, una via di mezzo e il prenderci cura nasce nell’appartenenza a una comunità e non a un’anonima collettività. Questa appartenenza ci richiede, come atto primario, proprio l’attuazione gentile e compassionevole di quella compassione che cura, apre al sacro e permette la trasformazione.

IL DIRETTORE: STEFANO BETTERA

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Preghiera HH Chetsang Rinpoche

Una preghiera composta da GYALWA DRIKUNGPA KYABGON CHETSANG, il 37o detentore del trono del Lignaggio Drikung Kagyu, nonchè la 7a reincornazione di Chetsang Rinpoche, manifestazione della divinità della compassione Chenrezig (Avalokiteshvara).

Un sole rosso brillante arde nel cielo all’alba,

mentre scintillanti gocce di rugiada brillano sui fili d’erba,

e il suono limpido di animali riempie la terra.

Che gioia! Che questo mondo di pace duri per sempre!

Questo suggestivo paesaggio di foresta, verde e rigoglioso,

è come una metropoli popolata da innumerevoli creature.

Che tutti gli esseri posseduti dal desiderio

trovino pace nelle fresche brezze dell’amore e della gentilezza.

Come creature marine del profondo dell’oceano,

gli esseri che vivono nei sei regni del Samsara non si contano.

Nell’oceano della rabbia, onde sorgono implacabili.

Che i Vittoriosi possano calmare questa forza con la loro compassione.

Nel Jambudvīpa, il regno della notte e dell’oscurità,

l’ignoranza domina tutti gli esseri.

Come la luce della luna bianca radiante nel cielo,

possa la luce della saggezza del Vittorioso mostrarci la Via.

L’acqua è legata alla terra, mentre il vento è legato allo spazio,

Tutto nel mondo è legato a qualcos’altro.

Manteniamo la terra sana e proteggiamo l’ambiente.

Possa l’origine dipendente dei Vittoriosi regnare suprema.

H.H. Chetsang Rinpoche

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“Esseri senzienti. Le ragioni di una speranza”. L’appuntamento a Milano con Jane Goodall

Jane Goodall: a Milano la celebre etologa e antropologa protagonista dell’incontro “Esseri senzienti. Le ragioni di una speranza”. Giovedì 27 ottobre 2022 ore 11. Centro Congressi della Fondazione Cariplo (via Romagnosi, 8 – Milano).

L’Unione Buddhista Italiana offre un ulteriore contributo al dibattito sul tema della salvaguardia del nostro ecosistema: giovedì 27 ottobre UBI promuove “Esseri senzienti. Le ragioni di una speranza”, un appuntamento dedicato a conoscere alcune realtà internazionali impegnate nella tutela del nostro ecosistema con la straordinaria presenza della dottoressa Jane Goodall, DBE, fondatrice di The Jane Goodall Institute e messaggera della Pace dell’ONU.

Il rapporto di interdipendenza che lega l’uomo alla natura ci impone di costruire sempre nuovi punti: l’impegno verso la conoscenza e la protezione degli scimpanzé e del loro ambiente a cui lavora con costanza Jane Goodall rappresenta la possibilità di salvezza di una specie e il benessere di tutti gli esseri viventi. Analogamente, lo spirito di una mente ecologica vede oltre la separazione: apparteniamo a qualcosa di più grande del nostro ristretto mondo personale e non c’è altra via che vivere collegati a tutto ciò che ci circonda, una via che chiama alla responsabilità del nostro agire, in una dimensione egualitaria tra ogni creatura vivente, con cui condividiamo lo stesso destino.

“Riconoscersi in una relazione di connessione e reciprocità con la Terra, spostare lo sguardo e trasformare una visione antropocentrica in eco-centrica, nel riconoscimento dell’interdipendenza di ogni forma di vita e della sacralità di ciascuna forma di vita”, dichiara Filippo Scianna, Presidente di Unione Buddhista Italiana, “è alla base del nostro agire ed è il sentire che ci accomuna alla straordinaria vita di Jane Goodall e al lavoro del Jane Goodall Institute.”

“Tutto nell’ecosistema è interconnesso; ogni specie vegetale e animale ha un ruolo da svolgere nel bellissimo arazzo vivente. Ogni volta che una specie si estingue localmente è come se si tirasse un filo da quell’arazzo. Se si tirano abbastanza fili, l’arazzo cadrà a brandelli e l’ecosistema crollerà”, afferma Jane Goodall.

La dr.sa Jane Goodall è stata la pioniera dello studio degli scimpanzé, gli esseri viventi più vicini al genere umano: nel 1960, a soli 26 anni, si è avventurata in Tanzania per studiarli da vicino, mostrando al mondo intero che alcuni comportamenti ritenuti fino ad allora un’esclusiva caratteristica dell’uomo siano, in realtà, manifestati anche da questi animali.

Nei cinquant’anni del suo lavoro, la dottoressa Goodall non solo si è dedicata alla necessità di proteggere gli scimpanzé, ma ha anche ridefinito la necessità di includere le esigenze della popolazione locale e l’ambiente nei programmi di conservazione delle specie animali. Nel 1977 ha fondato il Jane Goodall Institute, realtà che sostiene ricerche sul campo, progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, e progetti di educazione ambientale e interculturale. La missione dell’Istituto è di promuovere relazioni positive tra uomo, ambiente e animali, promuovendo attività che assicurino il benessere degli animali, sia in natura che in cattività.

Accanto alla celebre etologa e antropologa inglese e al Presidente di Unione Buddhista Italiana, durante la matinée interverranno Daniela De Donno, Presidente di The Jane Goodall Institute Italia, Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia e Angelo Vaira, etologo e zooantropologo.

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