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19 Maggio 2026

Loten Namling: chi è l’ospite d’eccezione del Vesak 2026 al Samten Ling

Musicista, attivista, custode di un popolo

C’è chi nasce in un luogo e ci rimane. E c’è chi nasce tra le montagne del Darjeeling, attraversa l’India, l’Europa e il mondo intero — non per fuggire, ma per far sentire la voce di chi non può parlare.

Loten Namling è tutto questo: un uomo che ha trasformato il proprio esilio in arte, la propria nostalgia in musica, e la propria storia in un atto di resistenza culturale.

Nato nel 1963 a Darjeeling, cresciuto a Dharamsala nella scuola tibetana per bambini in esilio, Loten studia Filosofia all’Università di Delhi prima di approdare in Svizzera nel 1989 — lo stesso anno in cui il Muro di Berlino cade e Piazza Tiananmen scuote il mondo. Non è un caso: Loten arriva in Europa con la consapevolezza di chi sa che i cambiamenti epocali si costruiscono anche con le parole, con le canzoni, con la testimonianza diretta.

In Svizzera diventa educatore, lavora con i bambini tibetani in esilio, partecipa a forum internazionali per i diritti umani. Ma è attraverso la musica che la sua voce raggiunge il cuore delle persone: il Drangyen, il liuto tibetano, diventa il suo strumento di battaglia e di bellezza, intrecciato con sonorità rock, jazz, blues e musica nepali. Un suono che non appartiene a nessuna categoria, proprio come lui.

Attivista instancabile, ha trascinato letteralmente una bara attraverso la Svizzera in pellegrinaggio simbolico per la libertà del Tibet. Ha suonato con band rock tibetane. Ha protestato contro le Olimpiadi invernali di Pechino. Ha portato la sua arte davanti a Sua Santità il Dalai Lama, in occasione del suo 90° compleanno a Dharamsala nel 2025 e più recentemente si è esibito nella cerimonia di apertura della “Biennale Arte 2026” di Venezia.

«Attingendo alle canzoni e alle storie della mia infanzia, ho cominciato a condividerle per far luce sulla verità della situazione del Tibet, con i miei figli e con il mondo.»

Loten Namling non è semplicemente un artista. È un ponte tra civiltà, una voce che unisce Oriente e Occidente, tradizione e contemporaneità, spiritualità e impegno politico.

Averlo con noi è un privilegio raro. Non perdere l’occasione di incontrarlo.

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