Le camere interiori della mappa celeste
Struttura generale dell’oroscopo
Il tema natale costituisce la rappresentazione stilizzata della situazione celeste nel giorno della nostra nascita. Segnala le potenzialità, le ricchezze interiori e i talenti (più o meno attivi ed espressi) di cui disponiamo, così come gli aspetti distonici del carattere, i nodi dolorosi del passato ancora da trasformare e il significato delle prove finora affrontate. È suddiviso in varie ‘caselle’, che assumono una specifica colorazione energetica a seconda dei fattori ospitati.
In particolare, il posizionamento dei pianeti nei segni zodiacali descrive il nostro modo di vivere determinati livelli psicologici (affettivo, mentale, volitivo e spirituale). Quello nelle cosiddette dodici ‘case’ (un’ulteriore serie di dodici spicchi non coincidenti con i segni) illustra invece come ci relazioniamo con i diversi ambiti esperienziali della vita: matrimonio, salute, lavoro, figli e così via.
Oroscopo e mandala: le differenze
In quanto cerchio sacro che offre una trasposizione grafico-simbolica altamente condensata della nostra interiorità, l’oroscopo viene spesso definito ‘mandala dell’anima’.
Nonostante la focalizzazione visiva sul punto centrale e l’attuale forma circolare (preceduta da un’originaria redazione quadrata), la carta del cielo non è in realtà propriamente assimilabile a un mandala. Ciò a causa della differente natura degli elementi interni e della loro collocazione non rigorosamente simmetrica. Si può ad esempio presentare il caso di mappe astrologiche in cui i fattori interpretativi si concentrano in uno spazio ristretto, lasciando ampie aree vuote tutt’attorno. Inoltre, in ogni tema è individuabile uno specifico modello geometrico di distribuzione dei pianeti.
Considerando ulteriori aspetti analitici, possiamo affermare che ciascuna carta del cielo ha una fisionomia assolutamente unica. Nella peculiare rete degli aspetti (i rapporti angolari fra pianeti, visualizzabili come sentieri energetici armonici o dissonanti) e nella personalissima collocazione d’astri e cuspidi su specifiche frazioni di grado, si configura il percorso evolutivo previsto per ogni individuo, in base al suo karma.
Ecco invece i parallelismi
La carta celeste può tuttavia, in qualche misura, essere paragonata a un mandala, se intendiamo il termine in senso lato, nell’accezione di sacro sigillo circolare rivelatore dell’essenza e internamente strutturato come un tracciato iniziatico. In estrema sintesi, il diagramma mandalico comprende una serie di cornici circolari concentriche, che conchiudono un palazzo celestiale articolato su più livelli. In stato meditativo, l’iniziato percorre il mandala dall’esterno verso l’interno, sino alla fusione mistica con la divinità dedicataria situata al centro.
Analogamente, la lettura della carta del cielo equivale a compiere un viaggio nella nostra anima, dai tratti comportamentali più macroscopici alle più inafferrabili pieghe dell’inconscio, entrando in contatto con la nostra natura profonda e con il senso complessivo del nostro destino. Pervenire al centro della mappa celeste significa in chiave simbolica identificarsi con la saggezza del nostro sé interiore, divenuto in grado d’integrare e orientare armonicamente le variegate e spesso contraddittorie sotto-personalità.
Alla scoperta del nostro mandala astrale
I settori del tema (segni e case) possono essere visualizzati ed esplorati meditativamente come le stanze del nostro Palazzo interiore. È come se ci venisse consegnata la chiave dorata della conoscenza, atta a disserrare ogni segreto all’audace ricercatore del vero. Pensate, avremo accesso alla rosea Dimora delle benedizioni aurorali (Ascendente), all’assolato Laboratorio del fervore realizzativo (Medium coeli), al Giardino segreto della mezzanotte (Imum coeli) e poi ancora a molteplici altri luoghi dell’anima, in una meravigliosa, caleidoscopica gamma esoterica.
Tutti spazi costitutivamente insiti nella nostra mappa, è vero, ma con quanta amorevole cura ci siamo impegnati ad arredarli, tenerli in ordine e rinnovarli nel tempo? Cosa si staglierà effettivamente davanti ai nostri occhi quando, varcate le soglie, potremo scrutare all’interno? Vedremo luminose sale del tesoro, con scrigni e forzieri traboccanti di gemme lucenti, oppure ambienti bui in cui sono disordinatamente stipati rottami inservibili e ricordi tormentosi? O magari addirittura ci accorgeremo con sgomento di non desiderare affatto penetrare in certi angoli dimenticati, sentendoci respinti indietro da un’inesplicabile forza oppositiva?
Qualunque visione ci appaia, al centro d’ogni stanza si staglia un grande cristallo trasparente, da cui si autogenera una vividissima luce bianca scintillante. È sovente reso opaco e irriconoscibile da spesse incrostazioni create dalle nostre paure e confusioni interiori. Ma grazie ai messaggi evolutivi ricevuti nell’analisi delle camere dell’anima, riusciremo a far entrare luce e aria in tutte le stanze e a metterle in comunicazione fra loro. Potremo così eliminare il ciarpame e le sovrastrutture inutili e restituire alle vivificanti sorgenti di luce centrali il loro originario splendore.


















