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Tag: 2023

Buddhismo magazine – N.4 – Ottobre 2023

1000 corpi del Buddha. Una ricerca antropologica sul collegamento tra corpo e trascendenza nella tradizione Zen Sōtō

Elena Seishin Viviani – Vice presidente UBI

Difendere la sovranità alimentare. Dalla cura della terra a quella delle persone

Vandana Shiva – Presidente di Navdanya International

Lama Zopa Rinpoche.Un ricordo della sua ispirante presenza in questa vita

Filippo Scianna – Presidente UBI

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Buddhismo magazine – N.3 – Luglio 2023

Formare i nuovi cappellani. A servizio nelle condizioni di sofferenza

Rev. Elena Seishin Viviani Responsabile Ufficio Culti e Dialogo Interreligioso dell’UBI

Costruire il Buddhismo europeo. Per rispondere alle sfide dell’oggi che rendono l’umanità fragile

Stefano Davide Bettera – Presidente dell’Unione Buddhista Europea

Il Buddhismo «HĪNAYĀNA». Una definizione che crea dibattito da secoli

Bhikkhu Analayo – Monaco Buddhista tradizione Theravada

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Una maestra di fama internazionale al monastero buddhista di Graglia

Praticanti venuti da tutta Italia si sono riuniti domenica 15 ottobre presso il monastero Mandala Samten Ling di Graglia Santuario per ricevere Lama Tsultrim Allione, una esponente di spicco del buddhismo internazionale. Terminato il ritiro organizzato dall’Associazione “Progetto PienEssere” sul tema “Riposare nel grembo della Grande Madre”, svoltosi nella sala congressi del Santuario di Graglia, Lama Tsultrim Allione ha voluto salutare gli associati e simpatizzanti Drikung Kagyu Italia.

Nata nel Maine, in America, questa donna straordinaria ha iniziato giovanissima un percorso di realizzazione spirituale che l’ha presto portata ad incontrare il buddhismo tibetano, dapprima come monaca e successivamente come insegnante di meditazione. Negli anni ’70 ha fatto parte della comunità di Chogyam Trungpa, insieme con i principali rappresentanti della Beat Generation, come Allen Ginsberg, Timothy Leary, Jack Kerouac e Gregory Corso. È stata discepola di qualificati yogi e grandi Maestri tibetani ed ha fondato e dirige in Colorado il centro di ritiri “Tara Mandala”. Riconosciuta come la emanazione di Machig Labdron, una yogini vissuta nel 1100, ritenuta una importante manifestazione del femminile nella tradizione Vajrayana, svolge da anni il compito di diffondere in Occidente il lignaggio di questa donna basato sul Chod, una pratica tantrica dal simbolismo profondo.

Autrice di numerosi libri pubblicati in diverse lingue, è particolarmente nota per la sua opera intitolata “Nutri i tuoi demoni”, un compendio di metodi per lavorare con le nostre emozioni perturbanti, e anche per il libro “Donne di saggezza” dedicato alla vita di sei donne tibetane insegnanti. Molto successo ha ottenuto anche “Il Mandala femminile”. “Sono venuta altre volte nel Vecchio Continente, ma questo è il mio primo Tour personale in Europa dopo il Covid – dice Lama Tsultrim Allione – ed ha lo scopo di diffondere il Dharma e gli insegnamenti sulla natura della mente per il beneficio di tutti. Nel fare questo intendo anche stimolare le donne a sviluppare il potenziale del loro femminile per far riemergere quella forza spirituale, individuale e sociale, unica in grado di permettere all’umanità di far fronte alle sfide del nostro tempo. Le donne, con la loro potente energia generatrice e trasformativa, possono risollevare le sorti di un mondo sempre più sofferente e smarrito “.

Quello di Graglia è stato un avvenimento eccezionale che ha visto incontrarsi due occidentali ufficialmente inseriti in un contesto tradizionale tibetano: Lama Tsultrim Allione, prima donna americana a prendere i voti monastici e riconosciuta come la emanazione di Machig Labdron e Lama Paljin Tulku, unico italiano riconosciuto come la reincarnazione di Dubwang Paljin, un Maestro tibetano vissuto nel 1600. Entrambi frutto della prima ondata del Buddhismo tibetano in Occidente, entrambi entrati in contatto con alcuni dei più autorevoli Maestri tibetani ed entrambi impegnati da circa mezzo secolo nella diffusione di un buddhismo moderno che coniuga la psicologia occidentale con la tradizione spirituale del Tibet.

“Al Mandala Samten Ling, abbiamo ricevuto numerosi Maestri preziosi, ma questo è un momento speciale – ha sottolineato Lama Paljin Tulku – perché l’energia di questa Dakini è molto potente e Lama Tsultrim Allione la emana spontaneamente. La sua presenza a Graglia è stata una grande benedizione per chi ha seguito il ritiro, ma anche per la gente del posto e per l’ambiente. Niente succede per caso: questo nostro eccezionale e imprevedibile incontro, in un paesino situato nel cuore delle Alpi biellesi, ha un valore karmico non trascurabile e bisogna saperne cogliere i segni. Ritengo che il compito di valorizzare il ruolo del sacro femminile nella pratica spirituale sia di grande attualità e sono certo che porterà ottimi risultati a livello globale. La Visione di Lama Tsultrim Allione ci piace e faremo del nostro meglio per sostenerla con entusiasmo e consapevolezza.”

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Buddhismo magazine – N.2 – Maggio 2023

La generosità è un tema centrale nella pratica buddhista. Non a caso Dana, il termine che si riferisce a questa qualità, a questa attitudine, è la prima delle paramita, le virtù che sostengono il praticante nel suo cammino. La prima e, di fatto, la più preziosa, paragonabile per “grandezza” all’impronta di un elefante: così ampia da contenere in sé ogni altra virtù. Quando parliamo di generosità, infatti, non ci riferiamo al semplice atto di donare. Certo, questo è un aspetto fondamentale che consente al Dharma di diffondersi e di sostenerne l’azione concreta. Una consuetudine che nei paesi orientali è normalità e una buona pratica che sarebbe utile adottare anche in Occidente.

Abbiamo, per questo, uno strumento preciso per farlo: è la firma dell’8×1000, la prima forma diretta, concreta di sostegno al movimento buddhista italiano che, peraltro, non incide sulle risorse finanziarie dei cittadini essendo comunque prelevata dallo Stato dal gettito fiscale generale. Grazie a questo sistema l’UBI ha potuto, in questi anni, essere di aiuto concreto a molte persone in difficoltà, restituendo ai cittadini la fiducia accordata, e ha potuto stare a fianco dei centri nella loro insostituibile opera di diffusione capillare del Dharma sul territorio. Anche così abbiamo potuto esprimerci come comunità e incontrare i tanti che vedono in noi una visione del mondo in cui si riconoscono e in cui riconoscersi.

Dana, la generosità, infatti ha a che fare con molto di più che con il tema delle risorse. È, prima di tutto, una scelta che esprime la volontà di aprire il cuore, di incontrare l’altro, la sofferenza dell’altro e di non permettere alla mente di povertà di condizionare le nostre azioni. Dana è una pratica, anzi è “la” pratica, la pratica della relazione. Che ci porta a entrare in contatto con ogni essere su questo pianeta a prescindere da ogni altra considerazione, a portare davvero aiuto e il calore del nostro insegnamento dove davvero serve che sia portato.

IL DIRETTORE – Stefano Davide Bettera

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L’illuminazione nella vita quotidiana: il sentiero per superare la sofferenza

Ringu Tulku Rinpoche è un Lama di alto lignaggio e un Maestro buddhista tibetano della scuola Kagyu.

Ha ricevuto la sua istruzione presso tutte le scuole del buddhismo tibetano sotto la guida di molti grandi Maestri come SS il XVI° Gyalwa Karmapa e SS Dilgo Khyentse Rinpoche.
Rinpoche possiede una eccellente padronanza della lingua inglese ed è in grado di trasmettere gli insegnamenti più complessi e profondi in un modo straordinariamente accessibile, intriso del suo caratteristico calore e senso dell’umorismo. Il suo modo di comunicare permette di integrare nella vita quotidiana anche gli insegnamenti buddhisti più elevati.

Ha fondato Bodhicharya, un’organizzazione internazionale che coordina le attività mondiali per preservare e trasmettere gli insegnamenti buddhisti, promuovendo dialoghi interculturali e progetti educativi e sociali.

Potete trovare ulteriori informazioni e insegnamenti sul sito www.bodhicharya.org.

Dove

Torino – Scuola Holden, Piazza Borgo Dora, 49

Quando

7 ottobre
dalle 9,30 alle 12,30
dalle 15,30 alle 18

8 ottobre
dalle 9,30 alle 12,30

Quota di partecipazione

100 € (per soci 2023 Rigpa)
120 € (comprensivo della quota associativa per il 2023)

Info e Registrazione

entro il 30 settembre 2023
www.rigpa.it
info@rigpa.it
tel: 347 614 5728 Anna
tel: 348 264 3628 Elisabetta

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Buddhismo Magazine – N.1 – Marzo 2023

Sostenibilità e diritti non sono dogmi né oggetti di fede, poiché nulla è dogma nel Buddhismo, ma tutto è scelta consapevole.
La sostenibilità non è la semplice affermazione formale di un principio, ma è un orizzonte, una scelta, un’opportunità, un impegno di cura.

Sostenibilità e diritti vanno visti nella prospettiva di un insegnamento nella cui ispirazione si approfondisce un modo di stare nel mondo che non risponde alla tendenza del momento, figlia dello smarrimento postmodernista, ma a una prospettiva senza tempo che si traduce in un’ortoprassi che opera per ridurre la fragilità e la ferita causata, oggi ancora di più, da un paradigma sociale insostenibile.
In questa luce va inserita la visione peculiare di un nostro percorso ecologico, che trova linfa in un voto che si compie per salvare ogni forma vivente senza sostituirla con una vita artificiale. La prospettiva è dunque etica e politica, conseguenza di una chiamata al risveglio. Scegliere la sostenibilità non significa solo affermare una generica e formale difesa dei diritti, ma scendere nel concreto. Significa mettere le mani nella terra e tutelarne la forza, le tradizioni. Significa entrare in un dialogo senza ritorno con la condizione di impermanenza che caratterizza ogni vita e interrogarsi su quale sia il confine di uno scientismo ipertecnicista che ambisce invece all’immortalità.

Questa sostenibilità dell’umano e del pianeta richiede di certo una trasformazione
degli atti. Ma, prima ancora, delle intenzioni, dello sguardo sulla realtà e delle parole che usiamo per rendere vivo quel dialogo.

Con l’attenzione al pericolo e alla violenza che ogni visione estrema che dimentica l’uomo e la natura può comportare. Il nostro è un sentiero, una via di mezzo e il prenderci cura nasce nell’appartenenza a una comunità e non a un’anonima collettività. Questa appartenenza ci richiede, come atto primario, proprio l’attuazione gentile e compassionevole di quella compassione che cura, apre al sacro e permette la trasformazione.

IL DIRETTORE: STEFANO BETTERA

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