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Viaggio nello Swat

di Antonella Madotto

Quando è apparso sul sito di Mountain Wilderness nel marzo 2023 il bando di concorso per la partecipazione alla spedizione nello Swat ho subito avuto un tuffo al cuore …

A volte può succedere che alcuni nomi o luoghi siano come “ganci” perché tirano fuori dal nostro mondo interiore dei significati, delle intuizioni.

Ma la premessa è che l’essenza del luogo non giunge mai per il tramite di una descrizione, di una mappa che descrive ogni tegola di casa, albero, sasso, fiume che sia.

Qualsiasi descrizione pur dettagliata non contatterà mai il luogo per intero perché alla fine il luogo non esiste autonomamente ma è qualcosa legato all’ esperienza, allo stare lì, al rinunciare all’approccio grossolano e al porsi in ascolto come parte del tutto e nel caso del mio viaggio nello SWAT come parte di un luogo in cui l’uomo è nulla.

“Frane valanghe massi in bilico rendono labile e incerto il terreno.

Freddo e intemperie, calore acqua, in quantità eccessive o eccessivamente scarse, presenza animale: è il regno del Selvatico senza morale, né fine, né pensiero.

Al loro cospetto l’uomo non ha alcuna concreta possibilità è nella sola posizione di ascoltare e tener conto di quanto il luogo pretende, rende possibile o vieta. (“Il Dio degli Incroci – nessun luogo è senza Genio” Stefano Cascavilla)

Premessa

Le montagne dell’alto Swat possono essere considerate una via di mezzo tra gli ambienti alpini, così come si presentavano ai visitatori agli inizi del 1800 e quelli più propriamente himalayani. Si tratta di valli, valichi, vette, ghiacciai ricchi di un particolare fascino spettacolare, dovuto non solo all’eleganza delle elevazioni maggiori, tra i 5000 e i 6000 metri, ma anche alle dense foreste di conifere, ai numerosissimi laghi che si incontrano lungo ogni percorso, ai torrenti limpidissimi, ai pascoli di quota, abitati da piccoli gruppi di pastori nomadi.

Lo Swat è facilmente raggiungibile dalle grandi città della pianura e proprio per questo motivo, è esposto al rischio di una crescita disordinata della frequentazione turistica locale, tendenzialmente aggressiva, ineducata e priva di rispetto.

Gli organizzatori credono che l’unica via per preservare la preziosa integrità di questa vallata di magica bellezza risieda nella concreta proposta di una fruizione alternativa fondata sul rispetto e orientata verso l’istituzione di un parco nazionale.

Il bando

Mountain Wilderness International, il Club Alpino Accademico Italiano e l’ ISMEO con la collaborazione della sezione pakistana di Mountain Wilderness e di Mountain Partnership hanno proposto ai soci delle sezioni nazionali di MW, ai soci dei Club Alpini europei, ai soci delle associazioni ambientaliste e agli appassionati di trekking in ambienti montani incontaminati di partecipare all’esplorazione e all’accurata descrizione dei possibili itinerari turistici dell’ alto Swat.

Un’avventura per individuare percorsi spesso ancora parzialmente sconosciuti e di conseguenza non totalmente programmabili.

Non va dimenticato che Mountain Wilderness non è una agenzia di viaggi. Tanto meno lo sono il Club Alpino Accademico Italiano e l’ISMEO. Se nel caso specifico Mountain Wilderness si occupa di tali aspetti è perché desidera giungere, attraverso la collaborazione di chi condivide le loro idee, ad una maggiore e migliore protezione di un ambiente naturale montano particolarmente minacciato.

Il via allo Swat

Lo Swat come entità geografica si sviluppa su un territorio di circa 2000 chilometri quadrati in gran parte costituito da un’ampia valle fluviale e dai suoi affluenti.

La valle principale è chiusa a nord dai monti dello Swat-Kohistan dai cui ghiacciai origina il fiume Swat.

Le cime maggiori dello Swat Kohistan sono il Falak-sar (mt. 6257) e il Mankial-tsukai (mt. 5725).

È stato fino al 1969 un Principato autonomo.

Per le sue caratteristiche di valle chiusa con orientamento est-ovest, quindi con grande luce solare, ha nel tempo conservato un deposito archeologico di incredibile ricchezza.

Un succedersi di testimonianze umane e artistiche si intrecciano fra leggende e cronache.

Dalle fortezze di Alessandro il Grande di Barikot e Bazira del II secolo a.C.

Alle vestigia dell’Arte del Gandhara sviluppatasi sotto i regni dei principi indo-greci .

E poi via in un susseguirsi di tribù centroasiatiche che l’un l’altra si sospingono verso le fertili ricchezze del subcontinente : Sciti, Parthi, Kushana …

Ma la figura più emblematica che caratterizza lo Swat nel nostro immaginario, vale almeno per i buddhisti di tradizione tibetana, è Padmasambhava o Guru Rinpochè , “Il Maestro Prezioso”

Colui che ha indicato la via dello Swat al Prof Giuseppe Tucci quando ancora si trovava in Tibet grazie al ritrovamento di antichi manoscritti che narravano di una regione “Uddiyana” come la culla del Buddhismo Vajrayana.

“ Padmasambhava in sé mi interessava e mi interessa ancora molto ma assai più mi interessa il suo paese d’origine, dove tutto lascia credere che ci fosse stato, ai suoi tempi, un grande fervore di vita religiosa e letteraria e dove il Buddhismo, per cause non ancora del tutto chiare, assunse forme gnostiche e magiche verso le quali ho sempre provato una grande attrazione, non soltanto perché vi si alimentano angosce e speranze non ignote neppure all’ Occidente, ma soprattutto perché in quel tardo buddhismo affiorano miti e liturgie antichissime, sia pure presentate in veste nuova e interpretate in maniera diversa dalla primitiva crudezza” (G. Tucci “ La Via dello Swat” ed. 1978)

Leggenda vuole che Guru Rinpochè “ Padmasambhava” raggiunse il Tibet nel VIII secolo.

Era figlio di Re, secondo altri sarebbe addirittura apparso miracolosamente su un fior di loto sbocciato nel mezzo di un lago.

Guru Rinpoche il ,“ Maestro Prezioso”, rappresenta la manifestazione del principio del Maestro, radicato nei cuori dei praticanti e principio cardine del Buddhismo Vajrayana.

Note

(1) Le attività archeologiche italiane in Swat hanno inizio del 1955, quando Giuseppe Tucci, famoso tibetologo e orientalista, visitò per la prima volta la regione insieme all’archeologo Domenico Faccenna.

Ebbe inizio così un’attività ininterrotta per 70 anni, che ha visto la missione archeologica italiana dell’allora ISMEO assumere un ruolo di primo piano nell’archeologia dell’Asia meridionale.

(2) Mountain Wilderness nacque a Biella nel 1987, durante il convegno internazionale nel quale venne costituita l’Associazione e al quale parteciparono tanti alpinisti di fama internazionale venne ratificato un manifesto Programmatico delle sue attività noto come le “ Tesi di Biella”.

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Inaugurazione del nuovo anno al Samten Ling

È stato un weekend ricco di emozioni e di profonda ispirazione!

Domenica 14 settembre 2025 abbiamo celebrato l’inaugurazione autunnale del nostro Centro insieme al ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce. Particolarmente significativa è stata la folta presenza dei nostri soci, che con la loro partecipazione calorosa hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più viva e accogliente.

L’evento è stato arricchito dalla Cerimonia per il trentennale dell’incoronazione di Lama Paljin a Lamayuru, in Ladakh, nel 1995: un momento di grande intensità spirituale e di unione. La consegna simbolica di una pietra proveniente dai Monasteri Ladakhi ha rappresentato il desiderio di superare le barriere e creare legami autentici di fratellanza. A rafforzare questo messaggio è stato l’intervento di Michela Vitali, che ha condiviso con tutti noi una proposta di dialogo e rinnovamento personale.

Un sentito ringraziamento al ven. Lama Paljin per la sua guida costante e per gli insegnamenti di amore e compassione che continuano a ispirarci nel cammino spirituale.

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Lama Paljin festeggiato in India

Sua Eminenza Paljin Tulku, Lama del Monastero Buddhista di Graglia, festeggia i 30 anni sul trono di Atitse in Ladakh (India). Unico Lama italiano riconosciuto come la reincarnazione di un Maestro tibetano vissuto in Ladakh nel 1600, è stato insediato nel 1995 sul trono di uno dei luoghi dove hanno meditato i più famosi yogi dell’antico Tibet.

Ha appena fatto rientro in Italia, il ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce, dopo i festeggiamenti per il 30° anniversario del suo insediamento sul trono di Atitse nel Ladakh (India). Il Ladakh, regione del nord dell’India situata ai piedi dell’Himalaya e culturalmente profondamente legata al Tibet, è da secoli un crocevia di spiritualità e un centro vitale del buddhismo vajrayana.

La cerimonia si è svolta il 23 agosto 2025 nel monastero di Lamayuru alla presenza di una folta rappresentanza di monaci appartenenti a tutti i monasteri Drikung Kagyu del Ladakh.

Noto per la sua instancabile attività di diffusione del Buddhismo in Occidente e per la convinta promozione del dialogo interreligioso in Italia e all’estero, Lama Paljin è l’unico italiano ufficialmente riconosciuto come la reincarnazione di un Maestro tibetano vissuto in Ladakh nel 1600.

Il suo riconoscimento ha avuto luogo informalmente nel 1987 da parte di Sua Eminenza Togdan Rinpoche, capo del lignaggio Drikung Kagyu del Ladakh e riferimento per tutte le Scuole del buddhismo tibetano presenti in quella regione, situata ai piedi della catena himalayana.

La cerimonia formale di insediamento si è però svolta otto anni dopo, perché soltanto in quel momento Arnaldo Graglia, ovvero il monaco Tenzin Nyinje (il cui nome significa colui che insegna la compassione), ha accettato il ruolo e le responsabilità che competono a un Lama reincarnato con il nome di Paljin Tulku (che significa la reincarnazione di colui che dispensa in abbondanza la salvezza spirituale). Nel 1995 è stato insediato sul trono del monastero di Atitse, un luogo di ritiri dove hanno meditato i più famosi yogi dell’antico Tibet.

Con questo titolo, Sua Eminenza Paljin Tulku è entrato anche a far parte dei Maestri che reggono il monastero di Lamayuru, uno dei più antichi e grandi centri di tradizione tibetana, i cui 430 monaci odierni vivono nel monastero e nei templi dei vicini villaggi.

L’eremo di Lamayuru, che è diventato nei secoli un luogo sacro per i buddhisti di tutte le Tradizioni, fu fondato nell’anno 1000 dal Mahasiddha Naropa, un mistico buddhista indiano considerato il più grande erudito dell’Università monastica di Nalanda.

Qui ha avuto luogo nel 1995 l’insediamento ufficiale del Lama Paljin Tulku nel corso di un solenne cerimonia svoltasi nel tempio. Lo stesso dove trent’anni dopo, il 23 agosto 2025, i monaci hanno onorato questo loro Maestro con un’altrettanta solenne cerimonia beneaugurale.

In questa circostanza, una delegazione dei notabili del villaggio di Lamayuru ha voluto rendere omaggio a Sua Eminenza Paljin Tulku Rinpoce per ringraziarlo delle diverse iniziative intraprese nel corso degli anni dal Centro Mandala di Milano a favore di una popolazione disagiata e ancora duramente colpita nei giorni scorsi da un’inondazione che ha distrutto case, campi e strade.

La visita di Sua Eminenza Paljin Tulku Rinpoce si è conclusa con un caloroso arrivederci nel segno della pace e della fratellanza che lega Lamayuru alle comunità del Centro Mandala di Milano, del Monastero Samten Ling di Graglia Santuario e del Centro Deualing di Merano, fondati da questo importante Maestro e frequentati ogni anno da centinaia di praticanti e simpatizzanti provenienti da ogni parte d’Italia e da molti paesi stranieri.

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Chamtrul Rinpoche Lobsang Gyatso: Vita e Insegnamenti di un Maestro Internazionale

Chamtrul Rinpoche Lobsang Gyatso è una delle figure spirituali più rilevanti del Buddhismo tibetano contemporaneo. Riconosciuto come l’autentica reincarnazione del secondo Chamtrul Rinpoche, Pema Nangsel Dorje, egli rappresenta una continuità vivente di una potente linea di maestri realizzati della scuola Nyingma del Buddhismo Vajrayana, in particolare legata al prestigioso Monastero Kathok in Tibet orientale.

Le Origini Spirituali: Una Lunga Linea di Realizzazione

La storia spirituale di Chamtrul Rinpoche affonda le radici nel lignaggio dei grandi maestri Dzogchen. Il suo predecessore, il Venerabile Pema Nangsel Dorje, fu venerato non solo per la sua saggezza nella filosofia buddhista, ma anche per i numerosi segni sovrannaturali che circondarono la sua vita. Si racconta, ad esempio, che i suoi capelli fossero talismani capaci di proteggere anche dagli attacchi armati. Quando morì, imprigionato dai cinesi durante l’invasione comunista, ogni goccia del suo sangue si trasformò in luce arcobaleno: un chiaro segno di realizzazione nel sentiero Dzogchen.

Il presente Chamtrul Rinpoche, nato nell’anno della Lepre d’Acqua, fu accompagnato fin dalla gestazione da sogni profetici e fenomeni miracolosi, riconosciuti come segni inconfutabili della sua reincarnazione. A soli otto anni superò diverse prove tradizionali volte a confermare la sua identità spirituale. In seguito, fu formalmente insediato come guida spirituale al monastero di Tashi Gakyil Thupten Shedrup Choeling a Mardo.

Formazione e Studi: L’Eccellenza Accademica

Chamtrul Rinpoche iniziò la sua formazione monastica all’età di quattordici anni sotto la guida del grande maestro Dzogchen Naljor Yeshe Wangchuk. Completò tre volte le pratiche preliminari (Ngondro), ricevette insegnamenti su Yoga del Calore, Dzogchen e molti altri aspetti avanzati del Buddhismo tantrico. La sua sete di conoscenza lo portò a studiare presso due delle più autorevoli istituzioni del mondo tibetano: il Monastero Kathok e l’Istituto Sertha Larung fondato da Sua Santità Khenpo Jigme Phuntsok Rinpoche.

Dopo molti anni di studio intensivo delle Cinque Scienze Buddhiste, ricevette il titolo di Khenpo, l’equivalente di un dottorato in filosofia buddhista, e fu onorato con il cappello tradizionale dei Pandita. Chamtrul Rinpoche non solo ricevette insegnamenti da oltre venticinque grandi maestri di Tibet e India, ma impartì egli stesso insegnamenti presso istituzioni monastiche, fondando anche una Shedra (collegio filosofico) nel suo monastero nativo.

Missione Globale: Diffusione del Dharma nel Mondo

Dal 1996, Chamtrul Rinpoche si è dedicato alla diffusione del Buddhismo in tutto il mondo. Per oltre un decennio ha insegnato presso il monastero Zilnon Kagye Ling a Dharamsala, e attualmente guida il Bodhicitta Dharma Centre, che conta oltre 4.000 membri provenienti da più di 100 paesi. Viaggia regolarmente in Europa, Americhe, Asia e Africa, offrendo insegnamenti che spaziano dalle pratiche preliminari alle più elevate istruzioni Dzogchen, adattandosi alla predisposizione e ai bisogni dei suoi studenti.

La Visione e il Cuore di un Maestro

Ciò che distingue Chamtrul Rinpoche non è solo la sua erudizione e lignaggio, ma il suo straordinario impegno nel promuovere la pace interiore, la non violenza e l’unità spirituale. Il suo messaggio è universale, accessibile a persone di ogni cultura, fede o origine:

“Senza discriminare nessuno sulla base di genere, razza o credo, desidero che tutti possano godere di pace e armonia. Promuovo al meglio delle mie possibilità la visione, la meditazione e la condotta della non violenza, fonte imprescindibile della vera pace mentale.”

– Chamtrul Rinpoche Lobsang Gyatso

Riconoscimenti e Autenticità

La sua autenticità come reincarnazione del grande Chamtul Pema Nangsel Dorje è stata confermata da numerosi maestri di altissimo livello, inclusi Sua Santità il Dalai Lama, Kathok Getse Rinpoche, Penor Rinpoche, e Terchen Pema Jigme Dorje, fondatore stesso del suo monastero. Le profezie e visioni di numerosi Tertön (rivelatori di tesori spirituali) avevano già predetto la sua rinascita e la sua missione futura a beneficio degli esseri senzienti.

Chamtrul Rinpoche Lobsang Gyatso al Samten Ling

Ogni anno, Chamtrul Rinpoche intraprende un International Teaching Tour, un tour mondiale con cui diffonde i suoi insegnamenti del Dharma a beneficio di tutti i praticanti. Rinpoche sceglie poche tappe per ogni nazione, privilegiando la qualità dell’incontro e la connessione autentica con le persone.

Durante i mesi di agosto e settembre, sarà presente in Europa, dove toccherà poche e selzionate destinazioni. Tra le tappe privilegiate per il 2025 c’è anche il Samten Ling, dove Chamtrul Rinpoche sarà presente il 21 settembre per un insegnamento speciale.

Si tratta di un’occasione unica per incontrare un autentico maestro della tradizione Dzogchen, ricevere le sue benedizioni e ascoltare direttamente la saggezza di un lignaggio millenario.

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  • Chamtrul Rinpoche al Samten Ling nel 2023
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Sostieni Samten Ling, sostieni il Dharma

Mandala Samten Ling è uno spazio dedicato alla pratica, allo studio e alla trasmissione del Dharma, aperto a chiunque desideri avvicinarsi al Buddhismo o approfondire il proprio cammino spirituale.

Ogni attività che svolgiamo – dagli insegnamenti ai ritiri, dalle meditazioni guidate agli eventi culturali – è resa possibile grazie al sostegno volontario dei partecipanti e alla generosità di chi crede nel valore del Dharma.

Dietro a ogni incontro, ci sono spese concrete e costanti, tra cui:

  • Manutenzione del centro: affitto, utenze, riscaldamento, pulizia degli ambienti
  • Spese per ospitare i Maestri: viaggio, vitto, alloggio e accoglienza
  • Materiali per la pratica: cuscini, testi, incensi, candele, strumenti per i rituali
  • Comunicazione e diffusione del Dharma: sito web, locandine, stampa materiali, gestione eventi
  • Cura degli spazi comuni: giardino, aree meditative, sale di pratica

Samten Ling vive grazie al sostegno di chi lo frequenta.

La tua offerta – libera e consapevole – è essenziale per far sì che il centro possa continuare a essere un luogo di rifugio, silenzio e trasformazione, aperto a tutti.

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Grazie Maestro

Dedica al Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce

“Con mente chiara e Luminosa mi inoltro nella vita per coglierne il fiore più prezioso: il fiore del silenzio.”

È nei tuoi silenzi che tocchi i nostri cuori, è nelle tue parole che cambi le nostre vite.

È nell’esempio che illumini il nostro cammino e ci guidi con amore e pazienza.

Nel buio ci lasci crescere liberi e nel chiarore del giorno ci scopri esseri umani migliori.

Grazie per essere una fonte di ispirazione. un dono prezioso, un faro nella tempesta.

Grazie per la tua saggezza, per la conoscenza, la compassione e l’amore di madre, per la condivisione, per l’umanità e la forza. Per esserci sempre vicino.

Grazie perché ci mostri in te la via della pace interiore e del rispetto trasformando la nostra vita in un cammino di consapevolezza e amore.

E con l’amore e il rispetto dell’allievo insieme alla stima dell’essere umano, ti auguriamo che in questo giorno – e sempre, e a lungo ancora – la bellezza di ogni istante, l’energia di ogni respiro possano essere complici del tuo cuore, “il tempio di pace”, nell’essere sorgente inesauribile di acqua fresca e limpida per la sete mai dòma dello spirito e balsamo per le sofferenze del mondo intorno.

Buon compleanno!

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Concluso il ritiro introduttivo l’Energia di Vajrasattva

Si è concluso domenica 30 marzo 2025 il ritiro di introduzione alla pratica di Vajrasattva, condotto dal Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce. L’evento è stato propedeutico alla grande iniziazione che la nostra guida spirituale, il Drubpon Tsering Rinpoche, ha impartito presso il nostro Monastero.

L’avvenimento è stato eccezionale per le grandi qualità del Maestro, nato in Tibet e principale discepolo di Sua Eminenza Garchen Rinpoche, e per la specificità di un addestramento mentale che consente di purificare il Karma negativo ed eliminare emozioni perturbanti come l’ansia, la paura e l’insicurezza.

Efficace strumento di crescita, il Mantra di Vajrasattva produce l’energia interiore necessaria per combattere gli oscuramenti concettuali che alimentano i disagi della vita quotidiana facendo emergere la natura luminosa e cristallina che è in noi.

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