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Autore: Luca Straffi

Grazie Maestro

Dedica al Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce

“Con mente chiara e Luminosa mi inoltro nella vita per coglierne il fiore più prezioso: il fiore del silenzio.”

È nei tuoi silenzi che tocchi i nostri cuori, è nelle tue parole che cambi le nostre vite.

È nell’esempio che illumini il nostro cammino e ci guidi con amore e pazienza.

Nel buio ci lasci crescere liberi e nel chiarore del giorno ci scopri esseri umani migliori.

Grazie per essere una fonte di ispirazione. un dono prezioso, un faro nella tempesta.

Grazie per la tua saggezza, per la conoscenza, la compassione e l’amore di madre, per la condivisione, per l’umanità e la forza. Per esserci sempre vicino.

Grazie perché ci mostri in te la via della pace interiore e del rispetto trasformando la nostra vita in un cammino di consapevolezza e amore.

E con l’amore e il rispetto dell’allievo insieme alla stima dell’essere umano, ti auguriamo che in questo giorno – e sempre, e a lungo ancora – la bellezza di ogni istante, l’energia di ogni respiro possano essere complici del tuo cuore, “il tempio di pace”, nell’essere sorgente inesauribile di acqua fresca e limpida per la sete mai dòma dello spirito e balsamo per le sofferenze del mondo intorno.

Buon compleanno!

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Gli altri prima di se

C’è un termine che potrebbe essere utilizzato per definire il senso più profondo e immediato degli insegnamenti buddhisti ed è la parola cura.

Prendersi cura del mondo non è però semplicemente sinonimo di un agire globale. Piuttosto ha a che fare con l’intenzione di farsi carico della sofferenza concreta che incontriamo nel corso della vita, nel contesto intorno a noi.

È una forma di cura per la prossimità, una scelta che riguarda piuttosto il modo in cui si guarda alla realtà e alla vita e che ci chiede di stare dalla parte di tutto ciò che ricostruisce l’unità più profonda, autentica dell’essere umano e della comunità in cui ci troviamo a vivere.

È la cura del luogo che sentiamo nostro, della nostra casa, dove le relazioni possono diventare significative, i legami dare un senso al vivere e gli incontri segnare le giornate, anche nel loro essere a volte misteriosi.

Questa cura è una modalità di dialogo che riguarda le parole che scegliamo, gesti che non dividono, non feriscono, non allontanano, non umiliano. Una cura che si esprime nella gentilezza non formale e nel rispetto. È una cura che ha memoria, che viene da lontano, che ci chiede di guardare in profondità alla preziosità fragile dell’esistenza per tutelarla e trasmetterla, mostrarla a chi prenderà il testimone dopo di noi. È fin troppo semplice distruggere questa preziosità. Anche e soprattutto quando pensiamo che sia “giusto” liberarci di ciò che riteniamo “sbagliato” o superato.

Ma questo moralismo manicheo poco ha a che fare con la compassione di un Dharma che ben sa che ogni elemento della vita è la vita stessa e occorre saggezza e prudenza. È questa consapevolezza che porta ad agire, più ancora della volontà di aggiustare qualcosa che si pensa sia rotto, perché ogni pezzo, anche in frantumi va semplicemente bene così com’è.

In questo numero raccontiamo dei tanti “frammenti”, in giro per il mondo, che richiedono sostegno. Sono solo alcuni, ma significativi, tra i tanti progetti che abbiamo scelto di sostenere per tradurre in azione un’idea di trasformazione e guarigione.

Il Direttore: STEFANO BETTERA

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Buddhismo Magazine – N.5 – Febbraio 2024

La pratica è cura e la cura è pratica. Lo stato della formazione dei cappellani buddhisti in America

di Monica Sanford – Ricercatrice presso la Harvard Divinity School

Buddhismo e de-coincidenza. Riflessioni sulle similitudini energetiche tra la vita e la morte

di François Jullien – Filosofo, grecista, sinologo

La fattoria senza padroni. La APS Mondeggi Bene Comune è una reale visione di condivisione e collaborazione

di Eleonora Trani – Agenda Ecologia UBI

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Buddhismo magazine – N.4 – Ottobre 2023

1000 corpi del Buddha. Una ricerca antropologica sul collegamento tra corpo e trascendenza nella tradizione Zen Sōtō

Elena Seishin Viviani – Vice presidente UBI

Difendere la sovranità alimentare. Dalla cura della terra a quella delle persone

Vandana Shiva – Presidente di Navdanya International

Lama Zopa Rinpoche.Un ricordo della sua ispirante presenza in questa vita

Filippo Scianna – Presidente UBI

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Buddhismo magazine – N.3 – Luglio 2023

Formare i nuovi cappellani. A servizio nelle condizioni di sofferenza

Rev. Elena Seishin Viviani Responsabile Ufficio Culti e Dialogo Interreligioso dell’UBI

Costruire il Buddhismo europeo. Per rispondere alle sfide dell’oggi che rendono l’umanità fragile

Stefano Davide Bettera – Presidente dell’Unione Buddhista Europea

Il Buddhismo «HĪNAYĀNA». Una definizione che crea dibattito da secoli

Bhikkhu Analayo – Monaco Buddhista tradizione Theravada

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Dal Giappone con amore

Domenica 10 settembre 2023, al Tempio Renkoji di Cereseto, guidati dal Presidente della Associazione per l’amicizia internazionale della Nichiren Shu, Reverendo Gisho Watanabe e dal Direttore dell’Ufficio Nichiren Shu per la propagazione e trasmissione della Dottrina, il Reverendo Shunmyo Yagishita, i monaci officianti, espressamente giunti dal Giappone, hanno celebrato di fronte a fedeli provenienti da ogni parte del mondo la cerimonia per l’apertura degli occhi della statua del Fondatore, Nichiren Daishonin.

Questa statua, fortemente voluta da Shoryo Tarabini, Abate del monastero Renkoji, è stata realizzata in Oriente ed è l’unica di tali fattezze e dimensioni presente in Europa.
Hanno presenziato alla cerimonia Giovanna Giorgetti ed Elena Seishin Viviani in rappresentanza della Unione Buddhista Italiana.

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Una maestra di fama internazionale al monastero buddhista di Graglia

Praticanti venuti da tutta Italia si sono riuniti domenica 15 ottobre presso il monastero Mandala Samten Ling di Graglia Santuario per ricevere Lama Tsultrim Allione, una esponente di spicco del buddhismo internazionale. Terminato il ritiro organizzato dall’Associazione “Progetto PienEssere” sul tema “Riposare nel grembo della Grande Madre”, svoltosi nella sala congressi del Santuario di Graglia, Lama Tsultrim Allione ha voluto salutare gli associati e simpatizzanti Drikung Kagyu Italia.

Nata nel Maine, in America, questa donna straordinaria ha iniziato giovanissima un percorso di realizzazione spirituale che l’ha presto portata ad incontrare il buddhismo tibetano, dapprima come monaca e successivamente come insegnante di meditazione. Negli anni ’70 ha fatto parte della comunità di Chogyam Trungpa, insieme con i principali rappresentanti della Beat Generation, come Allen Ginsberg, Timothy Leary, Jack Kerouac e Gregory Corso. È stata discepola di qualificati yogi e grandi Maestri tibetani ed ha fondato e dirige in Colorado il centro di ritiri “Tara Mandala”. Riconosciuta come la emanazione di Machig Labdron, una yogini vissuta nel 1100, ritenuta una importante manifestazione del femminile nella tradizione Vajrayana, svolge da anni il compito di diffondere in Occidente il lignaggio di questa donna basato sul Chod, una pratica tantrica dal simbolismo profondo.

Autrice di numerosi libri pubblicati in diverse lingue, è particolarmente nota per la sua opera intitolata “Nutri i tuoi demoni”, un compendio di metodi per lavorare con le nostre emozioni perturbanti, e anche per il libro “Donne di saggezza” dedicato alla vita di sei donne tibetane insegnanti. Molto successo ha ottenuto anche “Il Mandala femminile”. “Sono venuta altre volte nel Vecchio Continente, ma questo è il mio primo Tour personale in Europa dopo il Covid – dice Lama Tsultrim Allione – ed ha lo scopo di diffondere il Dharma e gli insegnamenti sulla natura della mente per il beneficio di tutti. Nel fare questo intendo anche stimolare le donne a sviluppare il potenziale del loro femminile per far riemergere quella forza spirituale, individuale e sociale, unica in grado di permettere all’umanità di far fronte alle sfide del nostro tempo. Le donne, con la loro potente energia generatrice e trasformativa, possono risollevare le sorti di un mondo sempre più sofferente e smarrito “.

Quello di Graglia è stato un avvenimento eccezionale che ha visto incontrarsi due occidentali ufficialmente inseriti in un contesto tradizionale tibetano: Lama Tsultrim Allione, prima donna americana a prendere i voti monastici e riconosciuta come la emanazione di Machig Labdron e Lama Paljin Tulku, unico italiano riconosciuto come la reincarnazione di Dubwang Paljin, un Maestro tibetano vissuto nel 1600. Entrambi frutto della prima ondata del Buddhismo tibetano in Occidente, entrambi entrati in contatto con alcuni dei più autorevoli Maestri tibetani ed entrambi impegnati da circa mezzo secolo nella diffusione di un buddhismo moderno che coniuga la psicologia occidentale con la tradizione spirituale del Tibet.

“Al Mandala Samten Ling, abbiamo ricevuto numerosi Maestri preziosi, ma questo è un momento speciale – ha sottolineato Lama Paljin Tulku – perché l’energia di questa Dakini è molto potente e Lama Tsultrim Allione la emana spontaneamente. La sua presenza a Graglia è stata una grande benedizione per chi ha seguito il ritiro, ma anche per la gente del posto e per l’ambiente. Niente succede per caso: questo nostro eccezionale e imprevedibile incontro, in un paesino situato nel cuore delle Alpi biellesi, ha un valore karmico non trascurabile e bisogna saperne cogliere i segni. Ritengo che il compito di valorizzare il ruolo del sacro femminile nella pratica spirituale sia di grande attualità e sono certo che porterà ottimi risultati a livello globale. La Visione di Lama Tsultrim Allione ci piace e faremo del nostro meglio per sostenerla con entusiasmo e consapevolezza.”

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Buddhismo magazine – N.2 – Maggio 2023

La generosità è un tema centrale nella pratica buddhista. Non a caso Dana, il termine che si riferisce a questa qualità, a questa attitudine, è la prima delle paramita, le virtù che sostengono il praticante nel suo cammino. La prima e, di fatto, la più preziosa, paragonabile per “grandezza” all’impronta di un elefante: così ampia da contenere in sé ogni altra virtù. Quando parliamo di generosità, infatti, non ci riferiamo al semplice atto di donare. Certo, questo è un aspetto fondamentale che consente al Dharma di diffondersi e di sostenerne l’azione concreta. Una consuetudine che nei paesi orientali è normalità e una buona pratica che sarebbe utile adottare anche in Occidente.

Abbiamo, per questo, uno strumento preciso per farlo: è la firma dell’8×1000, la prima forma diretta, concreta di sostegno al movimento buddhista italiano che, peraltro, non incide sulle risorse finanziarie dei cittadini essendo comunque prelevata dallo Stato dal gettito fiscale generale. Grazie a questo sistema l’UBI ha potuto, in questi anni, essere di aiuto concreto a molte persone in difficoltà, restituendo ai cittadini la fiducia accordata, e ha potuto stare a fianco dei centri nella loro insostituibile opera di diffusione capillare del Dharma sul territorio. Anche così abbiamo potuto esprimerci come comunità e incontrare i tanti che vedono in noi una visione del mondo in cui si riconoscono e in cui riconoscersi.

Dana, la generosità, infatti ha a che fare con molto di più che con il tema delle risorse. È, prima di tutto, una scelta che esprime la volontà di aprire il cuore, di incontrare l’altro, la sofferenza dell’altro e di non permettere alla mente di povertà di condizionare le nostre azioni. Dana è una pratica, anzi è “la” pratica, la pratica della relazione. Che ci porta a entrare in contatto con ogni essere su questo pianeta a prescindere da ogni altra considerazione, a portare davvero aiuto e il calore del nostro insegnamento dove davvero serve che sia portato.

IL DIRETTORE – Stefano Davide Bettera

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