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Tag: curiosità

Astrologia: luci ed ombre del consulto

L’astrologia e le altre discipline divinatorie

Molte tecniche divinatorie propongono fondamentalmente, dal punto di vista operativo, flash intuitivi discontinui: ovvero indicazioni ricche di dettagli, ma relative a circoscritti stati psicologici o specifici eventi futuri. L’indagine astrologica, eccettuati alcuni tipi d’analisi previsionali, offre invece un quadro articolato e coerente, che considera la vita del soggetto nella sua globalità e in rapporto con l’insieme delle energie celesti (natali e di transito, oppure relative a un tema di rivoluzione).

In particolare, la mappa natale è un’opera aperta, la cui lettura può essere aggiornata nel tempo, ad esempio a distanza d’un certo numero d’anni. Con l’assommarsi delle esperienze e l’avanzamento evolutivo compiuto, saremo infatti verosimilmente riusciti ad attivare le nostre risorse interiori a un livello più elevato: l’astrologo capterà e decifrerà per noi il progresso intercorso, oppure ci metterà in guardia rispetto a pericolose stagnazioni nelle nostre dinamiche psicologiche.

L’astrologo può improvvisare?

Diversamente da una lettura di Tarocchi, l’indagine astrologica non può essere effettuata all’istante, perché richiede un’approfondita riflessione preliminare. Alcuni astrologi improvvisano e possono anche essere abili nel farlo, grazie a una lunga esperienza e a una certa naturale sensitività. D’altra parte, salvo luminose eccezioni, può essere rischioso affidarsi a un astrologo che ricorra abitualmente a questa modalità.

Se l’astrologo non è adeguatamente preparato, certi suoi responsi rischieranno di minare la nostra fiducia in noi stessi, o ci instilleranno timori nell’affrontare e programmare il futuro. Ricordo una distinta conferenziera che esitava nel fissare le date dei suoi eventi per l’anno successivo, essendole stato predetto molto tempo addietro che proprio in quel periodo sarebbe morta, ciò che poi per fortuna non è affatto avvenuto!

C’è poi anche l’astrologo competente, che però comunica in modo troppo diretto, oppure possiede, magari senza rendersene bene conto, doti medianiche spontanee non abbinate a una profonda saggezza: potrebbe quindi ‘rovesciarci addosso’ intuizioni psicologiche o previsionali che, per quanto corrette, percepiremo per anni o per tutta la vita come fonti di turbamento – perché rivelate in modo troppo brusco e senza adeguate cautele.

Cosa siamo davvero pronti a sapere?

Quello che in genere viene rilevato dopo mesi o anni di sedute psicologiche, un bravo astrologo può anche coglierlo in un solo consulto, e magari intuirlo senza prepararsi prima. Ma non tutto quello che vede potrà poi essere rivelato. Occorre infatti saper capire di cosa esattamente, in una certa fase karmica ed evolutiva, è opportuno che il consultante divenga consapevole. E soprattutto essere in grado di comunicarglielo con le giuste sfumature e con parole ben soppesate.

Ad esempio, se percepiamo che il soggetto ha subito nell’infanzia un forte trauma, durante l’analisi accenneremo con delicatezza a questo tema. Tuttavia, se vedremo che il consultante, ammutolito, s’irrigidisce, non sarà rispettoso dei suoi confini interiori proseguire su tale versante: ogni nostra parola potrebbe risultare destabilizzante. Potremmo accennare, rimanendo sul vago, d’aver compreso cosa si agiti nelle pieghe del suo inconscio o del suo passato. Aggiungeremo inoltre che, quando si sentirà pronto, potremo eventualmente aiutarlo a dipanare, in modo dolce e graduale, le sue complessità interiori, trasformandole alla luce dei messaggi evolutivi insiti nel suo tema natale. Ecco perché anche un astrologo molto esperto dovrebbe meditare attentamente su una carta celeste, prima d’esternare al consultante ciò che con immediatezza gli balzi all’occhio.

Un incontro spiacevole

Molti anni fa, a un convegno astrologico, durante la pausa pranzo, un chiromante seduto vicino a me mi chiese di mostrargli la mia mano. Io, allora ingenua ventenne, gliela porsi, e lui ne approfittò per proferire frasi inquietanti sul mio futuro. Per fortuna sapevo che la mia mappa astrale non supportava simili deliri. Immaginate però quanto male possiamo fare agli altri con estemporanee illazioni che ci fanno sentire ‘affermati veggenti’. Quell’episodio mi è servito da lezione.

Non affidate mai la vostra mano, i vostri dati di nascita o altre informazioni strettamente personali a operatori olistici di cui non conosciate (o non sentiate vibrare nell’aria al primo contatto) la sensibilità, la preparazione e i principi etici. E soprattutto non chiedete consigli a chi non abbia un orizzonte mentale più ampio del vostro, altrimenti, qualunque sia il suo livello tecnico di preparazione, non potrà capirvi, finirà per incasellarvi in categorie ristrette, limitanti e convenzionali. Esistono comunque numerosi astrologi sensibili e serissimi, una ricerca accurata vi porterà più facilmente a incontrare la figura giusta!

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Telefonando all’astrologo…

Avete presente il momento in cui, dopo mille riflessioni ed esitazioni, decidete di chiamare un astrologo? Già nelle primissime fasi di contatto entrano in gioco significative dinamiche psicologiche, che possono ritenersi parte integrante del futuro consulto. Ovvero emergono micro-segnali rivelatori decisivi per l’interpretazione della carta del cielo.

Alcuni cercano di arginare i responsi

C’è l’ansiosa che desidera tenere tutto sotto controllo ed esordisce dicendo: “Sì, vorrei esaminare la sinastria con il mio fidanzato, ma tanto non so nemmeno bene perché gliela chiedo, a febbraio mi laureo, ad aprile mi sposo e ho già programmato ogni cosa nei minimi dettagli”.

C’è anche chi si presenta all’appuntamento raccontandomi diffusamente, prima che io inizi la lettura, la sua infanzia idilliaca e il roseo andamento della sua vita sentimentale. Ma quando sommessamente soggiungo, con il massimo tatto: “A dire il vero, analizzando la sua mappa celeste ho rilevato situazioni un po’ differenti, ripercorriamole insieme”, scoppia in un pianto disperato. Vede infatti crollare l’illusione di sentir confermata dalle stelle la realtà immaginaria compensativa da lui sognata.

I segreti della modulazione vocale

Assai eloquenti sono anche gli indizi offerti dal tono di voce. Di recente una signora, la chiameremo Chiara, ha avviato con me la conversazione preliminare con voce monotona, dal procedere un po’ sciatto e indifferente. Avrei potuto dedurre semplicemente che si trattasse d’una donna ordinaria, pragmatica e distaccata, ma qualcosa non mi convinceva, era come se la sua voce risuonasse nel vuoto, non pienamente aderente alle sue vere energie.

Ho cercato di portarla su un terreno per lei presumibilmente piacevole e stimolante, mostrando fiducia nel fatto che mediante l’analisi astrologica avremmo individuato anche le sue migliori qualità e talenti, fino ad allora magari non pienamente valorizzati, e all’improvviso la sua voce si è trasformata, divenendo fine, sorvegliata, lucida e delicatamente accesa.

Cosa si nasconde nei secondi nomi?

Poi a un certo punto le ho chiesto, come faccio sempre, se avesse qualche secondo nome (ogni nome da noi ricevuto alla nascita è carico di vibrazioni sottili che ci caratterizzano in modo più o meno palese). Non voleva dirmelo. Alla fine, a fatica, l’ha pronunciato, era un nome molto antiquato, dal sapore un po’ popolano, imposto da una nonna.

In quel nome, potenzialmente piacevole se portato da donne con una diversa storia e personalità, ho sentito condensarsi l’ingombrante eredità energetica della famiglia di Chiara e la sua dura lotta, non ancora del tutto conclusa, per affermare la propria originalità e indipendenza.

Ecco quindi che nella vita attuale, quando Chiara era immersa nella quotidianità, la sua voce s’uniformava all’impronta banalizzante del passato, mentre quando tornavano a brillare autostima ed entusiasmo recuperava le sue sonorità più autentiche e vitali. In sede di consulenza abbiamo poi parlato di tutto questo e di come rendere più stabilmente attivate le sue migliori energie.

Ricordo anche una brillante professionista che sotto l’aspetto e le maniere amabili celava un carattere rigido. Alla mia domanda, ha rivelato, visibilmente infastidita, il proprio secondo nome: Severina, indicatore nel suo caso d’un tratto caratteriale non ben integrato e armonizzato. Non sempre comunque i secondi nomi sono così ricchi di valenze e negli ultimi tempi non usa neppure più molto assegnarli.

L’arte di leggere gli sguardi

Vi racconto un ultimo dettaglio interessante: a chi telefona per una consulenza chiedo sempre d’inviarmi, se ha piacere, alcune foto, relative al momento presente ma anche alle principali fasi del passato, compresa l’infanzia. Attraverso la luce dello sguardo e le sue evoluzioni nel tempo, è possibile stabilire un fantastico contatto intuitivo con il consultante e analizzare il suo tema natale come se fosse davanti a me, mentre interrogo per lui le stelle. Ebbene, in due casi mi sono state inviate foto con gli occhiali da sole!

Come dire… leggimi dentro, ma non troppo!

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