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Tag: tema natale

La danza dei pianeti nel 2026

Cari amici, siete curiosissimi sull’andamento astrologico del nuovo anno? Cerchiamo innanzi tutto di scoprirne il codice numerico, ricavabile sommando le cifre componenti: 2 + 0 + 2 + 6 = 10, che ulteriormente ridotto dà 1. Questo indica un anno in cui sono favoriti lo spirito d’iniziativa, l’intraprendenza e un atteggiamento dinamico e innovativo. L’anno 1 corrisponde all’inizio d’un nuovo ciclo di ben nove anni, ecco perché è importante impostarlo strategicamente. Dobbiamo farci trovare pronti con nuove idee e progetti ben definiti.

Il simbolo del nuovo anno

È inoltre interessante fare brevemente riferimento all’astrologia tibetana. In realtà vi sono due tipi d’astrologia tibetana, uno d’origine indiana e uno d’origine cinese. Secondo quest’ultimo, il 2026 sarà l’anno del cavallo di fuoco. Il fuoco è un elemento maschile e dinamico, emblema di luce e fortuna, simbolismo potenziato e vivacizzato dall’abbinamento con il cavallo, che parla di rapido movimento e intensa forza vitale: anche quest’indicazione lascia presagire un anno in cui avviare un percorso di trasformazione, con un entusiasmo che potrebbe portarci lontano. Ovviamente per procedere verso il nuovo occorre prima tagliare tutti i rami secchi, che altrimenti rappresenterebbero una zavorra.

Uno sguardo ai moti celesti

Tra l’autunno 2025 e il marzo 2026, tutti i pianeti lenti passano dal moto retrogrado, di qualità energetica un po’ rallentata e inceppata, a quello diretto. Questo renderà il corso degli eventi meno nebuloso e più spedito. Forse ve ne siete già resi conto nelle ultime settimane, ma questa sensazione s’intensificherà progressivamente.

Inoltre, nei primi mesi o al più tardi nella prima parte del 2026, tutti i pianeti lenti cambiano segno, ciò che è un chiaro indice di svolta: Saturno e Nettuno entrano in Ariete tra gennaio e febbraio, Urano passa in Gemelli a fine aprile, Giove fa ingresso in Leone il 30 giugno. Quanto a Plutone, è già da qualche tempo in Acquario, ma si trova ancora ai primissimi gradi. E non possiamo non notare che tutti i pianeti lenti saranno a lungo posizionati in segni dispari e maschili. Questo conferma quanto detto all’inizio circa un 2026 movimentato e progettuale. Dovete infatti sapere che ogni segno zodiacale ha un numero d’ordine, a partire dall’Ariete, il primo, fino ai Pesci, il dodicesimo. I segni dispari sono maschili e dinamici, quelli pari femminili e statici.

Le principali linee di tendenza nei prossimi mesi

Tra le configurazioni planetarie del 2026, spicca il trigono tra Urano in Gemelli e Plutone in Acquario, che segnerà un forte, trionfale avanzamento (nel bene e nel male) di comunicazione, tecnologia, intelligenza artificiale, commercio on line e scoperte scientifiche. Ci sarà presumibilmente grande attenzione sui giovani talenti e sul mondo dei giovani, sui mezzi di trasporto, sul tennis, su ideali inclusivi, sulla scrittura e sulla sfera intellettuale. Urano in Gemelli formerà anche un sestile con Nettuno in Ariete, quindi si esprimerà con grande forza visionaria e al tempo stesso costruttiva, promuovendo idee e sviluppi innovativi. A ciò si aggiungerà dall’estate l’influsso ambizioso, audace e creativo di Giove in Leone.

Non ci addentreremo nel complesso campo dell’astrologia mondiale, va però sottolineato che Nettuno e Saturno in Ariete fanno pensare a conflitti ideologici e fanatismi religiosi, nonché ad azioni/atteggiamenti drastici.

È doveroso precisare che i transiti planetari del 2026 saranno più o meno propizi per ciascuno di noi a seconda delle specifiche caratteristiche delle nostre mappe natali. Se avrete voglia di saperne di più, sono a vostra disposizione per consulenze ultra personalizzate, presso il Centro Mandala Samten Ling, oppure via Zoom o a Milano. Mille auguri a tutti voi!

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La dottrina delle segnature

Una lettura spirituale del mondo della natura

Secondo questa teoria esoterica, le varie specie di piante, animali e minerali recano impresso un segno distintivo in cui è inscritta la loro essenza e, talvolta, la loro virtù terapeutica. L’espressione latina signatura rerum fa appunto riferimento alla nozione d’una sorta di ‘firma (divina) sulle cose’, una traccia più o meno palese che, a guisa di codice o sigillo, contrassegna l’aspetto d’ogni realtà naturale.

Molte piante ad esempio mostrano nella forma una sorprendente somiglianza con membra o organi del corpo umano, in rapporto ai quali svolgono un’azione curativa. Come spesso viene sottolineato, i gherigli di noce ricordano la struttura del cervello, le fettine di carota quella dell’iride, e significativamente noci e carote vantano comprovate proprietà benefiche sulle funzioni cerebrali e oculari. L’eufrasia era inoltre anticamente detta herba ocularis proprio per le sue virtù medicinali relative agli occhi, segnalate dalle macchie in forma d’ocelli sulla corolla.

Rientrano nell’ambito delle segnature non solo la forma, ma anche nomi, colori e qualità tattili; e poi ancora le strutture cristalline e varie caratteristiche morfologico-comportamentali degli animali, come le ramificazioni delle corna dei cervi. Quanto all’uomo, basti pensare (su un piano individualizzato, non relativo alla specie), a discipline come la chiromanzia, la fisiognomica, la metoposcopia e la nevomanzia, che traggono deduzioni, rispettivamente, dalle linee della mano, dai tratti del volto, dalle rughe sulla fronte o dai nei.

Le sue origini

Le radici della dottrina delle segnature risalgono all’antichità classica, a Teofrasto (IV-III a.C.), Dioscoride (I d.C.) e Plinio il Vecchio (I d.C.). In seguito conosce una significativa diffusione nell’età rinascimentale e barocca, negli ambiti sia scientifico sia esoterico. In particolare, vanno ricordate a questo riguardo le figure di Paracelso e di Jacob Böhme (filosofo e mistico tedesco vissuto tra il XVI e il XVII secolo).

Come si apprende l’arte di leggere le segnature?

Addestrandosi a decifrare le interconnessioni analogiche celate nel segreto linguaggio del grande libro del mondo, di cui ogni realtà costituisce una lettera – secondo una suggestiva immagine metaforica testimoniata in Sinesio (IV-V d.C.), ben nota nella tradizione esoterica e astrologica e ripresa anche da Paracelso.

Che collegamento presenta con l’astrologia?

ALa teoria delle corrispondenze astrologiche e quella delle segnature sono strettamente correlate, perché entrambe si basano su un sistema conoscitivo analogico e sulla dottrina della simpatia universale. La teoria delle segnature è però molto più circoscritta, in quanto limita il proprio raggio d’osservazione alla mera realtà naturale terrestre. Studia soprattutto, nelle piante, i segni esteriori (forme, colori), ritenuti, per la somiglianza a parti del corpo umano, indici di correlate proprietà medicamentose.

A tali deduzioni empiriche, è però essenziale affiancare l’analisi delle corrispondenze astrologiche, che rivela, per un dato segno esteriore e per le zone anatomiche associate, le pertinenti valenze planetarie e zodiacali. Ciò amplia notevolmente la gamma delle significazioni, includendo analogie con livelli cosmici e trascendenti. Inoltre, anche in assenza d’evidenti segnature, la letteratura esoterica consente d’acquisire le corrispondenze astrologiche d’un dato fiore o cristallo.

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Le camere interiori della mappa celeste

Struttura generale dell’oroscopo

Il tema natale costituisce la rappresentazione stilizzata della situazione celeste nel giorno della nostra nascita. Segnala le potenzialità, le ricchezze interiori e i talenti (più o meno attivi ed espressi) di cui disponiamo, così come gli aspetti distonici del carattere, i nodi dolorosi del passato ancora da trasformare e il significato delle prove finora affrontate. È suddiviso in varie ‘caselle’, che assumono una specifica colorazione energetica a seconda dei fattori ospitati.

In particolare, il posizionamento dei pianeti nei segni zodiacali descrive il nostro modo di vivere determinati livelli psicologici (affettivo, mentale, volitivo e spirituale). Quello nelle cosiddette dodici ‘case’ (un’ulteriore serie di dodici spicchi non coincidenti con i segni) illustra invece come ci relazioniamo con i diversi ambiti esperienziali della vita: matrimonio, salute, lavoro, figli e così via.

Oroscopo e mandala: le differenze

In quanto cerchio sacro che offre una trasposizione grafico-simbolica altamente condensata della nostra interiorità, l’oroscopo viene spesso definito ‘mandala dell’anima’.

Nonostante la focalizzazione visiva sul punto centrale e l’attuale forma circolare (preceduta da un’originaria redazione quadrata), la carta del cielo non è in realtà propriamente assimilabile a un mandala. Ciò a causa della differente natura degli elementi interni e della loro collocazione non rigorosamente simmetrica. Si può ad esempio presentare il caso di mappe astrologiche in cui i fattori interpretativi si concentrano in uno spazio ristretto, lasciando ampie aree vuote tutt’attorno. Inoltre, in ogni tema è individuabile uno specifico modello geometrico di distribuzione dei pianeti.

Considerando ulteriori aspetti analitici, possiamo affermare che ciascuna carta del cielo ha una fisionomia assolutamente unica. Nella peculiare rete degli aspetti (i rapporti angolari fra pianeti, visualizzabili come sentieri energetici armonici o dissonanti) e nella personalissima collocazione d’astri e cuspidi su specifiche frazioni di grado, si configura il percorso evolutivo previsto per ogni individuo, in base al suo karma.

Ecco invece i parallelismi

La carta celeste può tuttavia, in qualche misura, essere paragonata a un mandala, se intendiamo il termine in senso lato, nell’accezione di sacro sigillo circolare rivelatore dell’essenza e internamente strutturato come un tracciato iniziatico. In estrema sintesi, il diagramma mandalico comprende una serie di cornici circolari concentriche, che conchiudono un palazzo celestiale articolato su più livelli. In stato meditativo, l’iniziato percorre il mandala dall’esterno verso l’interno, sino alla fusione mistica con la divinità dedicataria situata al centro.

Analogamente, la lettura della carta del cielo equivale a compiere un viaggio nella nostra anima, dai tratti comportamentali più macroscopici alle più inafferrabili pieghe dell’inconscio, entrando in contatto con la nostra natura profonda e con il senso complessivo del nostro destino. Pervenire al centro della mappa celeste significa in chiave simbolica identificarsi con la saggezza del nostro sé interiore, divenuto in grado d’integrare e orientare armonicamente le variegate e spesso contraddittorie sotto-personalità.

Alla scoperta del nostro mandala astrale

I settori del tema (segni e case) possono essere visualizzati ed esplorati meditativamente come le stanze del nostro Palazzo interiore. È come se ci venisse consegnata la chiave dorata della conoscenza, atta a disserrare ogni segreto all’audace ricercatore del vero. Pensate, avremo accesso alla rosea Dimora delle benedizioni aurorali (Ascendente), all’assolato Laboratorio del fervore realizzativo (Medium coeli), al Giardino segreto della mezzanotte (Imum coeli) e poi ancora a molteplici altri luoghi dell’anima, in una meravigliosa, caleidoscopica gamma esoterica.

Tutti spazi costitutivamente insiti nella nostra mappa, è vero, ma con quanta amorevole cura ci siamo impegnati ad arredarli, tenerli in ordine e rinnovarli nel tempo? Cosa si staglierà effettivamente davanti ai nostri occhi quando, varcate le soglie, potremo scrutare all’interno? Vedremo luminose sale del tesoro, con scrigni e forzieri traboccanti di gemme lucenti, oppure ambienti bui in cui sono disordinatamente stipati rottami inservibili e ricordi tormentosi? O magari addirittura ci accorgeremo con sgomento di non desiderare affatto penetrare in certi angoli dimenticati, sentendoci respinti indietro da un’inesplicabile forza oppositiva?

Qualunque visione ci appaia, al centro d’ogni stanza si staglia un grande cristallo trasparente, da cui si autogenera una vividissima luce bianca scintillante. È sovente reso opaco e irriconoscibile da spesse incrostazioni create dalle nostre paure e confusioni interiori. Ma grazie ai messaggi evolutivi ricevuti nell’analisi delle camere dell’anima, riusciremo a far entrare luce e aria in tutte le stanze e a metterle in comunicazione fra loro. Potremo così eliminare il ciarpame e le sovrastrutture inutili e restituire alle vivificanti sorgenti di luce centrali il loro originario splendore.

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